Il “5 seconds boot”
Negli ultimi due giorni mi sono interessato alla faccenda del famigerato boot in 5 secondi (quel famoso proof of concept uscito a settembre, per mano dell’altrettanto noto arjan… qualcuno ha detto powertop?)
Ovvero mi sono interessato a questo: http://lwn.net/SubscriberLink/299483/fa0208e48cf3eeac/
L’interesse è partito da un topic sul forum archlinux.it iniziato dal buon adriano (http://adrinux.wordpress.com/2008/12/04/boot-rapido-5-secondi-anche-su-archlinux/).
Per farla breve, fino ad adesso si è lavorato su questi due punti:
- inclusione nel kernel -ARCH della patch fastboot, che riduce il tempo di avvio del kernel facendo alcune cose in modo asincrono
- inclusione di sreadahead negli script di init di arch (rc.sysinit in particolare) e con esso anche l’integrazione della patch a ext3 per marcare i file utilizzati in fase di boot (è necessaria una root in ext3)
A giudicare dai grafici bootchart di adriano fatti su una macchina reale (io per ora sto lavorando su una macchina virtuale), sreadahead fa il suo dovere.
Il tempo di boot però non pare ridursi così tanto, anzi si notano ancora delle pause indesiderate (in particolare nella fase finale, guardate nel topic del forum i grafici).
C’è dell’altro da fare con gli script di init, quasi sicuramente.
Aggiornamenti a seguire.
