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Breve resoconto di “archlinux incontra eeepc 901″

Eccomi a scrivere un paio di righe, ovviamente le sto scrivendo dal piccolo eeepc901 finalmente animato da una aggiornatissima archlinux Smile

I dettagli li rimando, lascio solo un breve resoconto dell’installazione e della prima configurazione.

Partizioni Originarie

Il disco principale dell’eeepc (4 GB) si presenta partizionato in 4 partizioni. Le prime due sono utilizzate da xandros (di cui una in sola lettura). Le restanti 2 sono due piccole partizioni di circa 8 MB (mega!), una utilizzata per eventuali aggiornamenti bios (è possibile copiarci li il file del bios e al boot questo verrà aggiornato), e l’altra utilizzata per la funzione fastboot del bios.

Io ho piallato tutto eccetto l’ultima partizione, visto che il fastboot è assai splendido Smile

Eventuali aggiornamenti del bios li farò passare da una pennetta usb.

Installazione di arch

Ho usato un masterizzatore dvd usb e l’iso di test 2008.12, per installare un sistema base.

Ho creato un’unica partizione nel disco da 4GB (eccetto quella per il fastboot) e l’ho formattata in ext2.

Niente swap.

Ho in seguito utilizzato la connessione ethernet (il modulo era già presente nel kernel) per compilare il modulo wifi (rt2860, si trova in AUR).

netcfg ha qualche problemino a funzionare. Seguendo il consiglio del wiki di arch ho optato per wicd.

Xorg funziona splendidamente senza dover scrivere nessun file di configurazione. Nota: ricordarsi di installare hal e aggiungerlo ai demoni, altrimenti xorg parte senza le periferiche di input e bisogna riavviare la macchina.

Improving it!

Tra le prime cose che ho fatto, ho montato un tmpfs in /tmp e lì ci ho fatto anche cachare (non è una brutta parola!) firefox.

Oggi ho un po giocato con i kernel di robertek, uno zen ricompilato su misura (oserei dire “striminzito”, sono 5MB) per il 901.

Installato il kernel zen-eee dal suo repo, ho installato anche acpi-eee901, che contiene gli script acpi per gestire i tasti funzione. Contiene anche il programma asusosd, che lanciato all’avvio di openbox mi da un riscontro visivo con un popup quando alzo/abbasso volume e luminosità.

Successivamente ho ricompilato il kernel zen-eee per includere un po di moduli che non so per quale motivo erano stati lasciati fuori.

A breve scrivero di qualche altro pasticcio, e di tutto quello che causa dimenticanza e fretta ho sicuramente dimenticato di dire.

Pacman su SSD

E’ semplicemente assurdo quanto veloce sia pacman con ext2 su una SSD.

Pazzesco Smile

Ah, eeepc 901 powered by arch Smile

E’ arrivato il piccolino (eeepc 901)

Due giorni fa mi è stato consegnato l’eeepc 901 che avevo ordinato il primo dicembre da Wireshop.

Ovviamente ho scelto la versione Linux, e non solo perchè ha una SSD più capiente, ma anche per dimostrare come consumatore il mio apprezzamento verso il pinguino.

Prime veloci impressioni:

  • è piccolo! però si mantiene ancora utilizzabile. La tastiera richiede un minimo di pazienza per adattarcisi. Questo post lo sto scrivendo proprio dalla sua mini tastiera, e non ho grosse difficoltà.
  • Lo schermo mi piace: molto luminoso ma utilizzabile anche a livelli di luminosità bassi (con miglioramento dell’autonomia della batteria). La risoluzione è sufficiente per lavorare, forse è un po’ troppo alta per le dimensioni del display, però questo fa si che la densità di pixel sia molto alta e così l’immagine appare molto nitida.
  • Xandros non è poi così male. Sarà giocattoloso e tutto il resto, però il suo sporco dovere lo fa, e anche l’integrazione con l’hardware è ottima: tasti funzione perfettamente funzionanti e con feedback visivo (popup)

Altre cose le scriverò in seguito.

A causa di altri impegni, non sono ancora riuscito a smanettarci come vorrei (qualcuno ha detto arch?). Da sabato però il piccolino dovrà sopportare una lunga serie di esperimenti Smile

Archlinux iso 2008.12 (test)

Rilasciate le iso di test 2008.12

info: http://downloads.archlinux.de/iso/archboot/2008.12/

Non è una release ufficiale, sono in test, però possono tornare utili a chi serve un cd di installazione con l’ultimissimo kernel.

Il “5 seconds boot”

Negli ultimi due giorni mi sono interessato alla faccenda del famigerato boot in 5 secondi (quel famoso proof of concept uscito a settembre, per mano dell’altrettanto noto arjan… qualcuno ha detto powertop?)

Ovvero mi sono interessato a questo: http://lwn.net/SubscriberLink/299483/fa0208e48cf3eeac/

L’interesse è partito da un topic sul forum archlinux.it iniziato dal buon adriano (http://adrinux.wordpress.com/2008/12/04/boot-rapido-5-secondi-anche-su-archlinux/).

Per farla breve, fino ad adesso si è lavorato su questi due punti:

  • inclusione nel kernel -ARCH della patch fastboot, che riduce il tempo di avvio del kernel facendo alcune cose in modo asincrono
  • inclusione di sreadahead negli script di init di arch (rc.sysinit in particolare) e con esso anche l’integrazione della patch a ext3 per marcare i file utilizzati in fase di boot (è necessaria una root in ext3)

A giudicare dai grafici bootchart di adriano fatti su una macchina reale (io per ora sto lavorando su una macchina virtuale), sreadahead fa il suo dovere.

Il tempo di boot però non pare ridursi così tanto, anzi si notano ancora delle pause indesiderate (in particolare nella fase finale, guardate nel topic del forum i grafici).

C’è dell’altro da fare con gli script di init, quasi sicuramente.

Aggiornamenti a seguire.

Poca ram? compcache!

Compcache serve per creare un dispositivo virtuale di swap (compresso) da mettere nella ram. E’ un modo furbo per sfruttare meglio la ram: visto che lo swap su disco è enormemente più lento, perchè non comprimere parte di ram in modo da farci stare più dati?

Ovviamente affinchè il gioco valga la candela, occorre che  il processo di compressione/decompressione dei dati sia pur sempre più veloce del corrispettivo utilizzo dello swap su disco (e normalmente ciò è vero).

Per utilizzare compcache occorre un kernel patchato (ad esempio zen), e compilato con il supporto a compcache (come modulo o statico).

Se compilato come modulo, occorrerà inserire il modulo “compcache” alla lista dei moduli in rc.conf

In fstab andrà messo il dispositivo virtuale di swap:

/dev/ramzswap0   swap             swap        pri=1,defaults         0   0

“pri=1″ serve per aumentare la priorità di questo dispositivo di swap rispetto ai restanti (in questo modo avrà la precedenza, e solo se si saturerà verrà utilizzata la partizione di swap del sistema)

Di default compcache alloca il 25% della ram.

Sul mio portatile (512 MB di ram e un disco non propriamente veloce) l’utilizzo di compcache risulta vantaggioso.

Arch? è un gioiello

Dove la trovate un’altra distro così? Ora è davvero un gioiello, anche da indossare Smile

Info: http://bbs.archlinux.org/viewtopic.php?id=57394

Firefox 3.1

Sto utilizzando l’ultima nightly build di Firefox 3.1 presa da aur.

Nell’immagine si nota il nuovo tab switcher, che mostra una miniatura della pagina caricata in ciascun tab (ctrl-tab).

Il nuovo motore javascript va abilitato da about:config (impostare a true la chiave jit.content). A occhio nudo si percepisce una leggera differenza durante la navigazione in siti che fanno forte uso di javascript. Non ho fatto test rigorosi per misurare l’effettivo aumento di velocità.

Ho formattato Arch…

…e l’ho reinstallata Smile

Potete stare tranquilli.

Qualche giorno fa ho approfittato di qualche ora libera (e di una particolare ispirazione, lo ammetto, d’altronde per mettere mano alla tabella delle partizioni bisogna essere alquanto ispirati) per piallare la partizione in cui tenevo la root di arch e una partizione di test che mi era rimasta.

Ho quindi fuso le due partizioni in una unica partizione formattata in JFS e ho reinstallato Arch (installazione FTP dalle ultime iso disponibili).

E’ stata una buona occasione per fare un po’ di pulizia, riorganizzare e recuperare un po di spazio. E’ stata anche una buona occasione per compiacersi ancora una volta dell’installer di Arch: c’è poco da fare, se uno sa minimamente quello che sta facendo, l’installer di Arch è di una efficacia terrificante Smile

Il netbook perfetto?

Sempre più interessato ad acquistarne uno (da dedicare ad arch, ovvio Smile ), mi sono posto anche io la domanda “Esiste il netbook perfetto? Come dovrebbe essere?”

Beh, è la stessa domanda che si è posto l’autore di questo articolo, riuscendo a formulare la ricetta “killer” per il netbook perfetto.

Inutile dire che mi trova perfettamente d’accordo.

A voi il link: http://www.trustedreviews.com/notebooks/review/2008/09/28/The-Ultimate-Netbook/p1