Posts tagged ‘doc’

Installer rinnovato per Archlinux 0.8 (procedura d’installazione con screenshot)

arch

L’atteso rilascio della versione 0.8 del cd di installazione di archlinux porterà con sè una procedura di installazione migliorata sotto molti aspetti.

Il programma di installazione, pur mantenendo lo stile semplice ed essenziale che lo caratterizza da sempre (e che contribuisce a renderci utenti orgogliosi di arch ;) ), è stato rifinito in diversi punti.

Ho approfittato dell’imminente rilascio di Arch Linux 0.8 (Voodoo) per illustrare screenshot dopo screenshot una tipica installazione di Arch.

La definisco tipica perchè è come installo io di solito.

Il risultato è ben lontano dall’essere una guida, lo definirei una dimostrazione pratica; spero che stimoli più di qualcuno a provare arch.

Se siete pronti cominciate da qui: installazione di archlinux con screenshot

Backup non disputandum est

gmail logo

Dopo aver letto la terrificante notizia di alcuni account gmail “ripuliti” inspiegabilmente (i signori di google parlano di problema tecnico non identificato), ho pensato di correre anche io ai ripari.

Una breve ricerca ed ecco le informazioni che mi servivano: le parole di un blogger e il riferimento a queste istruzioni.

In sostanza si tratta di attivare l’accesso POP su gmail e scaricare i messaggi con un client di posta.

(ri)compilazioni più veloci con ccache

Di recente ho reinstallato arch e mi è venuto in mente di pubblicizzare un po’ ccache.

Come riportato nella pagina del wiki, ccache è una cache per gcc.

In pratica ogni volta che si compila un programma vengono salvati i passaggi intermedi della compilazione: dalle ricompilazioni sucessive ccache attinge dalla cache.

Per chi compila abbastanza (magari con aurbuild/makepkg) è una vera manna, visto che in questo modo le ricompilazioni sono molto più veloci.

makepkg integra già il supporto a ccache, per utilizzarlo basta installare ccache con pacman:

pacman -S ccache

smbnetfs e le condivisioni diventano un piacere

Normalmente quando devo accedere ad una condivisione SMB (quelle di windows, per intenderci) devo montarla manualmente o elencarla in /etc/fstab : non è il massimo della comodità, anzi personalmente lo trovo piuttosto scomodo.

La soluzione più semplice che abbia trovato sta nell’usare smbnetfs che permette di “montare” l’intera rete SMB in una directory locale, in modo assolutamente dinamico.

Ecco un’immagine (il file manager è thunar):

smbnetfs in azione

Installazione di smbnetfs

Il pacchetto è disponibile in [community]:

pacman -S smbnetfs

Pacman provvederà a installarlo comprensivo di dipendenze.

Per funzionare smbnetfs richiede che il modulo fuse sia caricato, quindi va aggiunto a MODULES in /etc/rc.conf

In /etc/rc.local invece ho aggiunto questa riga:

su pigi -c "smbnetfs /home/pigi/samba"

smbnetfs viene eseguito con i privilegi del mio utente comune (“pigi”), e usa la directory /home/pigi/samba come punto di montaggio della rete SMB.

AUR e aurbuild

aur_logo

Premessa

AUR sta per (Archlinux User Repository), ed è una delle cose che tanto apprezzo di Arch.

Sinceramente trovo le interfacce web non proprio il massimo in termini di usabilità e rapidità (mOLOk proprio le odia :) )

Quindi ecco come sfruttare al massimo AUR grazie ad aurbuild.

aurbuild

Aurbuild è uno script, inizialmente scritto in python, poi portato in bash, e infine riscritto in python. Lo si trova, ovviamente, in AUR :)

Ciò di cui si occupa è essenzialmente:

  • ricerca in AUR
  • download del tarball contenente PKGBUILD e file vari
  • compilazione con makepkg (o versionpkg per i pacchetti -svn/cvs/git
  • installazione del pacchetto con pacman

Quest’ultimo punto è l’unico che richiede i privilegi di root, tutto il resto avviene come utente normale (la sicurezza prima di tutto!).

Configurazione di sudo

Per permettere l’esecuzione di pacman con privilegi di root, aurbuild richiede che “sudo” sia correttamente configurato per l’utente corrente.

Da root si da il comando “visudo” , che provvede ad aprire una sessione di vim con all’interno la configurazione di sudo.
Premesso che tutti dovrebbero conoscere un minimo di vim, ecco cosa si deve fare (passo passo):

  1. premere “i” ; ora vim è in modalità inserimento
  2. portarsi alla fine del file e aggiungere la riga:
    pigi   ALL=(ALL) ALL

    “pigi” è il nome del mio utente… inutile dire che va messo il proprio username

  3. premere “esc” ; vim esce dalla modalità inserimento
  4. scrivere “:wq” ; vim salva e si chiude

Uso di aurbuild

Ricerca tra i pacchetti di AUR

aurbuild -S parolachiave

Cerca tra i pacchetti di aur quelli che contengono nel nome o nella descrizione “parolachiave”

Installazione di un pacchetto

aurbuild -s nomepacchetto

Aggiornamento dei pacchetti alle versioni più recenti

aurbuild -su

L’asino, il miglior amico del pinguino

edonkey_logo
A volte i pinguini preferiscono i muli, altre volte gli asini.

Qualche tips per chi ha in mente di far convivere ciuchino e pinguino:

Core o Gui?

Esistono due versioni di edonkey per linux: la versione ‘monolitica’ con interfaccia grafica, e il core a interfaccia testuale pilotabile con gui da locale e da remoto.
La versione GUI è alla revisione 1.4.3, mentre la versione Core alla 1.3.0
Io consiglio il core, perchè:

  • è più stabile
  • sta in background
  • è pilotabile lo stesso tramite gui

E che Gui?

Scelto il Core, la GUI è quasi obbligata: ed2k_gtk_gui

Screen: la bacchetta magica

Volendo far partire il Core al boot rimane apparentemente un problema: forkare in background il Core, e perdere la possibilità di usarlo in modalità testuale, o magari lasciarlo in foreground? Come salvare capra e cavoli? Con screen.
Installato screen, possiamo avviare il processo del Core in un terminale già “detachato”, e riprendere in seguito il controllo con “screen -r”.
Per detachare nuovamente la sessione si usa CTRL + a +d .

rc.local

Per finire ecco come ho scritto lo script di avvio per fare questo (e altro):

Note:

ed2k è l’utente al quale appartiene il processo di edonkey.
I comandi precedenti a screen servono ad eliminare la vecchia lista dei server e a scaricarne una versione più aggiornata.