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sreadahead-1.0 con supporto per tutti i filesystem

Leggo con piacere che è uscita la versione 1.0 di sreadahead, che tra le varie cose, diventa indipendente dal file system utilizzato e garantisce maggiore velocità nella generazione della lista.

E’ pur sempe richiesta una patch nel kernel, ma almeno adesso non è richiesto ext3 come fs.

Conto di metterci le mani sopra quanto prima!

Giocando con sreadahead

Oggi pomeriggio ho voluto sperimentare sreadahead sull’eeepc 901.

Prima cosa da fare è stato portare la patch da ext3 a ext2, visto che sul piccolino ho scelto ext2 come filesystem per la root.

Considerato la diretta discendenza di ext3 da ext2, è stato molto semplice prendere la patch di sreadahead scritta per ext3 e crearne una per ext2.

Ho poi ricompilato il kernel (lo zen presente nel repository di robertek), ovviamente con l’aggiunta della patch appena scritta.

Ora ho sreadahead funzionante, anche se a onor del vero non vedo nessun incremento di velocità di boot (ovvero, anche senza sreadahead, sono sempre sotto i 20 secondi compreso ambiente grafico openbox+lxpanel+qualche_altra_robetta).

Mi resta da togliermi lo sfizio di guardare un bootchart, perchè stranamente bootchart non vuole funzionare.

A presto per altre osservazioni.

Il “5 seconds boot”

Negli ultimi due giorni mi sono interessato alla faccenda del famigerato boot in 5 secondi (quel famoso proof of concept uscito a settembre, per mano dell’altrettanto noto arjan… qualcuno ha detto powertop?)

Ovvero mi sono interessato a questo: http://lwn.net/SubscriberLink/299483/fa0208e48cf3eeac/

L’interesse è partito da un topic sul forum archlinux.it iniziato dal buon adriano (http://adrinux.wordpress.com/2008/12/04/boot-rapido-5-secondi-anche-su-archlinux/).

Per farla breve, fino ad adesso si è lavorato su questi due punti:

  • inclusione nel kernel -ARCH della patch fastboot, che riduce il tempo di avvio del kernel facendo alcune cose in modo asincrono
  • inclusione di sreadahead negli script di init di arch (rc.sysinit in particolare) e con esso anche l’integrazione della patch a ext3 per marcare i file utilizzati in fase di boot (è necessaria una root in ext3)

A giudicare dai grafici bootchart di adriano fatti su una macchina reale (io per ora sto lavorando su una macchina virtuale), sreadahead fa il suo dovere.

Il tempo di boot però non pare ridursi così tanto, anzi si notano ancora delle pause indesiderate (in particolare nella fase finale, guardate nel topic del forum i grafici).

C’è dell’altro da fare con gli script di init, quasi sicuramente.

Aggiornamenti a seguire.